NARRAZIONE E CO-CREAZIONE: COME RIVOLUZIONARE LO STORYTELLING CON I CHATBOT

Più del 50% degli utenti ringrazia il Chatbot (se fatto bene) al termine di un’esperienza conversazionale. Questo non avviene perché l’utente crede di parlare con una persona o per aver ricevuto le informazioni richieste, bensì perché durante la conversazione si è creato un legame emozionale tra utente e brand. Beh! un po’ strano no?

Riuscire a creare una relazione con i consumatori è da anni uno dei focus principali delle imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni. Nella maggior parte dei casi, ciò può essere fatto tramite la creazione di universi narrativi nei quali si inseriscono le esperienze condivise tra brand e consumatori, dando risalto ai valori e alle emozioni che li legano. In altre parole, con lo storytelling.

Lo Storytelling è la più antica forma di comunicazione. È ciò che ha unito tutti gli esseri umani, in ogni luogo e in ogni tempo”

Rives Collins

Grazie allo storytelling, i Brand possono dare vita e rafforzare la propria immagine all’interno della mente dei consumatori, posizionandosi in modo unico e distintivo rispetto ai propri competitor. Ma cosa rende una storia “buona”? Secondo HubSpot Academy, ci sono tre caratteristiche chiave per sviluppare una storia:

  • Personaggi: i personaggi, o in alcuni casi il singolo personaggio, consentono ai consumatori di relazionarsi con la storia, rendendo più semplice comunicarne il significato;
  • Conflitto: il conflitto rappresenta le difficoltà che vengono affrontate dal personaggio principale e dai suoi aiutanti, a volte alimentate da antagonisti. Questa è la parte della storia che ha il potere di emozionare l’audience, rievocando esperienze vissute e generando empatia;
  • Risoluzione: la fine della storia è la parte in cui viene comunicata la morale della storia e in cui, sfruttando l’emozione creata, viene inserita una call to action per il consumatore.

Affinché lo storytelling possa essere funzionale, tuttavia, deve essere declinato in maniera coerente e coesa attraverso tutti i punti di contatto tra brand e consumatori, sfruttando le peculiarità di ogni mezzo di comunicazione per coinvolgere l’audience e raggiungendo i consumatori dove è più probabile coinvolgerli.

Nell’attuale customer journey, in cui i consumatori sono sempre più connessi e alla ricerca di esperienze personalizzate, i chatbot diventano strumento unico e fondamentale dove dare vita alle proprie storie.

Quali sono le caratteristiche principali dello storytelling sui Chatbot?

NARRAZIONE

Grazie all’utilizzo dell’intelligenza e della conversazione, le storie possono essere narrate in maniera del tutto nuova rispetto a quanto siamo abituati, dando la possibilità all’utente di interagire con i personaggi e aiutarli nella fase di conflitto, rendendoli protagonisti della storia, fino a giungere alla risoluzione.

INTERAZIONE CON LA STORIA

L’unico modo che gli utenti hanno per proseguire lungo la narrazione è quella di parlare con i personaggi, anche eseguendo le azioni che gli vengono richieste, come inviare foto, condividere la posizione e così via. Inevitabilmente, si viene a creare un legame emozionale tra l’utente e la storia, rendendo più semplice generare coinvolgimento e condividere il messaggio.

AUTHORING

Per rendere l’interazione umana, i personaggi richiedono una chiara definizione e caratterizzazione: gli stati d’animo, le reazioni e la personalità di ognuno dei personaggi devono essere comunicate all’utente tramite i messaggi, rendendo più semplice creare empatia tra utente e storia. Coinvolgere nella creazione della storia autori esperti, provenienti dal mondo del cinema, teatro e televisione, rende molto più semplice questo processo, migliorando sostanzialmente la user experience.

CONTENUTI MULTIMEDIALI

Tramite l’utilizzo di contenuti multimediali, quali immagini, video e audio, l’esperienza può essere resa ancora più realistica, consentendo all’utente di calarsi e sentirsi parte dell’universo narrativo del brand.

LIBERTÀ DELL’UTENTE E CO-CREAZIONE

Il successo dello storytelling sarà, quindi, strettamente legato alla capacità del bot di guidare l’utente attraverso tutta l’experience, rendendo semplice e intuitivo il modo di procedere, e lasciando al contempo quanti più gradi di libertà possibile all’utente per esprimere se stesso e calarsi nella storia. Ogni utente agirà in maniera diversa dagli altri diventando parte del processo creativo della storia stessa e dando vita ad una Experience unica e irripetibile. Nel disegnare la storia, dunque, non dovrà essere definito tutto il progresso ma si dovrà preparare una pluralità di scenari, che l’utente potrà esplorare in maniera libera fino a dei momenti cruciali di evoluzione della narrazione, comuni a tutti, o quasi, gli scenari.

CHATBOT E STORYTELLING NEL MONDO DELL’INTRATTENIMENTO

Una delle prime industry ad aver sviluppato storie interattive tramite chatbot é stata quella dell’intrattenimento.

I consumatori oggi non sono più soddisfatti dall’essere ricettori passivi di ciò che le imprese vogliono comunicare, bensì cercano sempre nuovi modi per relazionarsi con i brand e le loro storie, che sia un semplice commento su Facebook fino allo sviluppo di storie fan-based per esprimere le proprie emozioni verso il brand.

In tal senso, l’industria dell’intrattenimento ha visto nello sviluppo di chatbot un modo innovativo di coinvolgere gli utenti.

Tra queste, Universal ha sviluppato più di una volta esperienze conversazionali che portassero gli utenti all’interno dei film, spiegando la trama direttamente tramite l’interazione tra utenti e protagonista.

Per il lancio di Obbligo o verità, ad esempio, gli utenti avevano l’opportunità di parlare con Olivia, la protagonista del film, rimasta intrappolata insieme a degli amici in un gioco mortale contro il demone Parallax.

Durante la conversazione, l’utente riceveva da Olivia informazioni sulle regole del gioco e sull’evoluzione della trama, venendo lui stesso sfidato a più riprese a giocare a obbligo o verità, raccontando i propri segreti o svolgendo obblighi.

L’utente accompagnava, dunque, la protagonista durante tutta la fase del conflitto, fino a giungere a due possibili risoluzioni: fallire nel gioco con conseguente game over o salvarsi coinvolgendo i propri amici.

Infine, nella fase di risoluzione, gli utenti venivano invitati ad andare a vedere il film per scoprire se anche Olivia e i suoi amici avessero fatto le stesse scelte e fossero riusciti a salvarsi o meno.

CONCLUSIONI

In un panorama in cui i consumatori cercano di creare sempre più legami emozionali con i brand, renderli parte di una storia che sia personalizzata e coinvolgente diventa una chiave necessaria per entrare nella mente e nel cuore dello stesso.

Il caso di Universal è solo un esempio dei tanti universi narrativi che ogni giorno prendono vita tramite i chatbot, a riprova del crescente interesse di brand e storyteller verso queste nuove opportunità.

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