Messenger Push Notifications & Email: alternative o complementari?

Una delle maggiori sfide per brand e marketer è capire quali canali digitali sono più efficaci per interagire con i propri utenti. Ottenere l’attenzione degli utenti è il primo step di ogni strategia di marketing e apre la caccia ai canali giusti per garantire che il messaggio  venga ascoltato.

Tra i canali più interessanti per comunicare con gli utenti ci sono sicuramente le e-mail, oramai diventate uno standard delle strategie di marketing e digitali dei Brand, e le push notifications di Facebook Messenger, strumento dalle potenzialità enormi ed ancora non del tutto esplorate.

Entrambi hanno i loro punti di forza e capire come utilizzarli al meglio per interagire con gli utenti è vitale per il successo di ogni strategia di marketing.  Abbiamo deciso di metterli a confronto analizzando le best practices di entrambi.

1. OBJECTS & BUBBLES

Il testo dell’oggetto è spesso l’elemento che determina se il destinatario leggerà o meno l’email. Esaminiamo alcuni aspetti fondamentali che lo rendono efficace.

  • Urgenza

Comunicare urgenza e scarsità nel testo dell’oggetto dell’email può spingere gli utenti a cliccare, a patto che sia formulato in modo creativo e strategico. Ma se non vuoi correre il rischio di comunicare un messaggio incoerente rispetto al contenuto dell’email, usa queste righe con parsimonia e cerca di limitarle a quando l’occasione richiede veramente un’azione immediata.

  • Curiosità

A volte, il testo dell’oggetto funziona grazie alla sua capacità di inviare messaggi come “potrai trarre vantaggio dall’apertura di questa email.” Altre volte, è bene mantenere un certo senso del mistero, specialmente se serve ad attirare la curiosità e l’interesse del destinatario e, dato che per ottenere maggiori informazioni è necessaria l’apertura dell’email, utilizzare testi che incuriosiscano l’utente può comportare un tasso di apertura più elevata. Tuttavia, assicurati che la riga dell’oggetto, benché enigmatica, sia ancora in linea con il tuo marchio altrimenti potrebbe finire per essere visto come spam.

  • Offerte

Le persone amano le novità, specialmente se gratis o almeno scontate. Includere nella riga dell’oggetto un’offerta rende gli utenti di sicuro più propensi ad aprire una newsletter quotidiana.

  • Personalizzazione

Gli utenti non sono tutti uguali e ciò significa che anche le e-mail che invii loro non dovrebbero esserlo. Attualmente i brand hanno a disposizione diversi modi per conoscere le preferenze degli utenti, dove lavorano o quello che non gradiscono. Quindi, quando invii dei contenuti ai tuoi utenti, all’occasione, adattali alla persona cui sono rivolti.

  • Rilevanza e tempestività

Quando ci iscriviamo a una mailing list, la maggior parte delle volte, è perché vogliamo ricevere informazioni o saperne di più su un determinato argomento. Creare testi degli oggetti che includano argomenti di tendenza o titoli tempestivi può aiutare il tuo brand ad affermarsi come autorevole nel settore e può indurre le persone a cliccare per leggerne il contenuto.

  • Storie interessanti

Anche qui entra in gioco la curiosità. Creare un oggetto di posta elettronica con il riferimento a una storia interessante contenuta nel messaggio, che l’utente potrà conoscere solo aprendo l’email, genererà curiosità e voglia di saperne di più.

Il potenziale delle Messenger push notification si esprime a pieno attraverso la bubble di testo che appare sullo schermo dell’utente: trovare il contenuto che lo spinga a cliccarci su è fondamentale per la tua strategia di marketing su questo canale. Tutti i punti che abbiamo evidenziato sopra valgono anche per le Notifiche Push di Fb Messenger ma bisogna porre anche l’attenzione su:

  • Focus sull’utente

Nel momento in cui l’utente riceve la tua push notification deve sentirsi al centro dell’attenzione: puoi chiedergli come sta, come ha trascorso le vacanze o comunque puoi rivolgerti a lui in maniera colloquiale, in questo modo l’utente avvertirà interesse da parte del brand e sarà maggiormente predisposto ad iniziare un’interazione.

  • Modo di comunicare

Gli utenti utilizzano la chat principalmente per comunicare con gli amici nel proprio tempo libero e questo rende questo canale molto più “friendly” rispetto agli altri. Parla agli utenti con leggerezza e cerca di adeguare il tuo modo di comunicare al contesto in cui lo stai facendo.

  • Tone of voice

Scegli un tono di voce in linea con i valori espressi dal tuo Brand e cerca di mantenerlo per tutte le interazioni con gli utenti, diversamente avvertiranno discontinuità rispetto alle conversazioni a discapito del legame precedentemente costruito.

  • Immediatezza

Le push notification non permettono di dilungarsi – abbiamo a disposizione pochi caratteri, che variano a seconda del dispositivo su cui vengono visualizzate – per cui, qualunque sia il messaggio che vuoi comunicare ai tuoi utenti, fallo nel modo più immediato ed incisivo possibile.

  • Catchy content

Formula la push notification in modo che si differenzi da tutte le altre che competono con la tua per accaparrarsi l’attenzione dell’utente. Essa rappresenta la vera “spinta” che fornisce valore alla conversazione successiva per cui sfrutta tutte le caratteristiche uniche della chat come gif, emoji, immagini etc.

2. CONTENUTO

L’e-mail che invii è il contenuto a cui vuoi che i tuoi lettori si appassionino. Indipendentemente dal fatto che si tratti di informazioni, di un’offerta o  di una promozione, il contenuto della tua posta elettronica può fare un’enorme differenza nelle prestazioni.

  • Call to action

Se per ricevere la tua call-to-action il consumatore deve scrollare l’e-mail, allora quasi il 70% dei riceventi non la visualizzerà, inoltre ogni cta dovrebbe essere ripetuta almeno tre volte in tutta l’email, in vari punti e formati.

  • Welcome message

Quante volte ti capita di leggere e-mail che iniziano con “caro utente”?
Potresti segmentare il pubblico delle tue e-mail in base al tipo di cliente (membro, iscritto, utente, ecc.), ma non dovrebbe essere la prima cosa che i destinatari vedono. Personalizzare il saluto delle tue e-mail con i nomi dei tuoi contatti attira immediatamente l’attenzione di ogni lettore.

  • Template

Se il template della tua e-mail è più largo di 650 pixel, dovrai chiedere agli utenti di scorrere in orizzontale per leggere l’intero messaggio. Questo è ancora più fastidioso per un destinatario che sta leggendo la tua email sul suo dispositivo mobile.

  • Logo

Gli studi di tracciamento oculare hanno rilevato che le persone cercano istintivamente i loghi nella parte in alto a sinistra delle e-mail. Metti il ​​tuo logo in alto a sinistra per assicurarti la massima visibilità.

Le push notifications di Messenger aprono la strada a infinite tipologie di interazione: una volta che l’utente ha cliccato sulla bubble ed è approdato sulla chat abbiamo solo l’imbarazzo della scelta sulle diverse modalità di comunicazione del messaggio.

  • Multi-option

Inserendo nella conversazione button che orientino l’interazione puoi ottenere più facilmente una prima risposta dell’utente e questo ti aiuterà ad ingaggiarlo verso il flusso. Questo diventa tanto più importante quanto più è specifica la domanda che poni all’utente.

  • Input free text

Quando poni una domanda che non prevede risposte univoche, metti in conto che l’utente ha maggiori possibilità di risposta, per cui si rivela necessario, nel caso in cui non utilizzassi una call to action che reindirizza gli utenti al di fuori di ambiente Messenger, di aver sviluppato un Bot in grado di rispondere alle interazioni degli utenti.

  • Multimedial content

Arricchire le interazioni successive con l’invio di contenuti multimediali ti aiuterà a mantenere alto l’interesse dell’utente che sarà più propenso a proseguire la conversazione. Audio, gif, video e immagini sono tra i più forti generatori di engagement sui social e la stessa cosa vale per le chat.

  • Technology

La tecnologia è la tua più grande alleata: fornisce funzioni uniche come foto autografate, augmented reality, games, etc. che forniscono all’utente una experience in grado di sfruttare la novelty per convertire.

3. TIMING

La maggior parte degli studi mostra che i giorni lavorativi hanno un tasso di apertura significativamente più alto rispetto al fine settimana. Le metriche di coinvolgimento mostrano che gli abbonati sono attivi principalmente dal lunedì al venerdì. I fine settimana sono considerati tempo libero o dedicato alla famiglia, con conseguente minor traffico.

Il giorno migliore per inviare e-mail è il martedì seguito dal giovedì, con il tasso di apertura medio più alto, soprattutto per le e-mail informative che non richiedono alcuna azione. Mentre il giorno migliore per inviare le vendite o l’e-mail promozionale è venerdì.

Ma qual è il momento della giornata migliore per inviare un’e-mail?

L’email “resta in vita” circa un’ora dall’arrivo nella casella di posta elettronica, mentre il tasso di apertura scende a meno dell’8% dopo 4 ore. Dopo 24 ore c’è meno dell’1% di possibilità che la tua email venga aperta per cui, per evitare che venga spedita direttamente nel cestino, inviala quando è più probabile che l’utente legga la posta.
Generalmente, il momento più opportuno per inviare email è durante le ore lavorative,  tra le 13:00 e le 15:00. Il 53% delle email viene aperto tra le 9:00 e le 17:00, con un leggero calo all’ora di pranzo. Il 47% delle e-mail viene aperto al di fuori del lavoro e la maggior parte delle aperture si verifica sui dispositivi mobili.

Le metriche variano per diversi settori e in base alla natura della tua email. Per determinare quando è il momento migliore per inviare un messaggio di posta elettronica, considera innanzitutto il tipo di email che stai inviando, se stai cercando di coinvolgere il tuo pubblico, invia l’email la mattina presto tra le 6:00 e le 8:00 o la sera tra le 20:00 e le 12:00.

Le notifiche push possono essere un canale di marketing incredibilmente intimo e ben accolto, per questo devono essere eseguite nei modi e nei tempi giusti.

Esse coinvolgono immediatamente l’utente, poiché l’interazione viene consegnata al suo dispositivo personale, che si tratti del proprio smartphone o tablet, per questo motivo i tempi dell’interazione sono molto importanti.

I consumatori hanno lo smartphone con loro 24 ore al giorno, quindi un messaggio push ottimizzato può coinvolgere un utente sempre e ovunque, infatti, l’invio di una push notification nel momento in cui è più probabile che l’utente sia disposto all’interazione aumenta il coinvolgimento del 75%, ma si badi a non esagerare!

È consigliabile, infatti, consegnare le push notification alla stessa ora in cui è avvenuta l’ultima interazione o comunque in orari in cui è più probabile che l’utente sia propenso ad interagire, le fasce orarie dalle 13 alle 15 e dalle 19 in poi sono preferibili.

Inoltre, un altro importante fattore da prendere in considerazione è l’effort richiesto all’utente: se è previsto un processo di conversione in cui è necessario che l’utente ponga maggiore attenzione è preferibile inviare le push notification durante il giorno, mentre per pure operazioni di engagement possono essere consegnate anche dopo le 21.30.

4. CALL TO ACTION

La Call To Action è letteralmente una “chiamata all’azione”: si invita l’utente a fare qualcosa.

Nelle e-mail le call to action più efficienti sono rappresentate da “bottoni”, con un testo solitamente composto da un verbo al modo imperativo, che generano l’immediato senso di urgenza: “prenota adesso!”, ad esempio.

Esistono tre tipi principali di CTA che riguardano entrambi i canali:

Basic CTA: si tratta di un invito all’azione che non cambia in base alle caratteristiche dell’utente, è lo stesso per chiunque lo veda.
Multivariate CTA: vengono testate due o più call to action. Generalmente il traffico viene diviso in parti uguali per ogni variante e quindi è possibile selezionare quale CTA converte meglio.
Smart CTA: si tratta di CTA personalizzate per ciascun utente in base alla sua posizione, alla lingua del browser, se sono già clienti o lead e molto altro.
È chiaro che mettendo a confronto queste tre tipologie di call to action, quelle personalizzate convertono il 202% in più rispetto alle altre.

Tuttavia, appare opportuno ingaggiare l’utente in un flusso di conversazione prima di chiedergli di compiere un’azione, sia per raccogliere dati e informazioni ma soprattutto per capire se quest’ultimo è realmente interessato al contenuto inviato.

5. METRICHE

  • Open Rate

Sia che si tratti di email o push notification, è importante sapere quanti utenti aprono e guardano il messaggio.

Il tasso medio di email aperte nel mondo è di circa il 21,8%, contro il 98% per le push notification.

  • Click Through Rate

Percentuale di clic: entrambe dipendono in gran parte dal CTR come metrica da misurare. Vale a dire: chi sta facendo clic sui tuoi messaggi e viene inviato al passaggio successivo del percorso della campagna?

Le email registrano il 3% di CTR mentre le push notification di Messenger il 44%.

Appare chiaro che, riducendo il numero di azioni che l’utente deve compiere per raggiungere la pagina di destinazione, le percentuali di clic per le notifiche push sono superiori a quelle delle e-mail.

  • Conversion rate

Il tasso di conversione è un’altra metrica essenziale per entrambe: quanto il tuo messaggio è stato efficace nel guidare una conversione? Sicuro è che più persone riesci a raggiungere attraverso il tuo canale più possibilità hai di aumentare il numero di conversioni assolute!

CONCLUSIONI

Abbiamo confrontato le Messenger push notifications con le email, concentrandoci su particolarità e differenze che contraddistinguono entrambi i canali. Entrambe possono rivelarsi efficaci se si opta per una strategia di marketing multicanale. Il consiglio principale è quello di non commettere l’errore di copiare e incollare la strategia dell’una sull’altra, ma di pianificare in modo sinergico ed integrato le comunicazioni verso i tuoi utenti sfruttando le peculiarità dei mezzi per ottimizzarne i risultati.

Se vuoi sapere di più su come sfruttare le Messenger push notifications nella strategia di marketing del tuo brand, contattaci qui!