Pensi di essere pronto per la Quarta Rivoluzione Industriale?

Una volta lessi una frase di Alvin Toffler che sosteneva “the future belongs to those who can unlearn and relearn”.

Probabilmente non c’è un processo più complesso di quello di “disimparare”, l’essere umano è programmato per imparare attività e spesso resta impigliato nelle rete di conoscenza che egli stesso ha costruito durante gli anni.

Quante persone conoscete che fanno lo stesso lavoro da 10 o 20 anni? Quante persone conoscete che uno dei primissimi lavori che hanno svolto è quello che poi è diventato il loro impiego?

Personalmente ne conosco molte. Questo avviene perchè una volta imparata un’attività, in questo caso un lavoro, aumenta la fiducia nelle proprie capacità e nella consapevolezza di saper di poter completare efficacemente dei task.

Cambiare lavoro per far qualcosa di completamente diverso, è un processo che pochi riescono a fare perchè fa uscire dalla propria “comfort zone” data dalle attività che sappiamo di poter fare efficacemente.

Fin da piccoli ci è stato insegnato ad imparare, Il processo istintivo di “imparare” viene alimentato per tutta la nostra vita sia dalla nostra curiosità sia dalla nostra cultura.

Nessuno però ci ha mai insegnato a “disimparare”.  Ma perchè dovremmo disimparare? L’esigenza viene dalla rapida evoluzione tecnologica di cui siamo spettatori in questi anni. 

Il World Economic Forum indica che entro il 2020 spariranno 7 Milioni di posti di lavoro, sostituiti da sistemi di Intelligenza Artificiale, Robot e nanotecnologie.

Il lato positivo della questione è che saranno creati circa 2.1 milioni di nuovi posti di lavoro, ma queste posizioni saranno aperte solo a coloro che sono in grado di “disimparare” il mondo come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi e “re-imparare” (rapidamente) nuovi skills (mutlipli) che permetteranno di accedere alla New Economy dei prossimi anni.

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La Casa Bianca ha commissionato un’analisi per comprendere gli effetti dell’evoluzione tecnologica sul mondo del lavoro e sui lavoratori. L’analisi in questione, redatta da parte del Council of Economic Advisors (CEA) della Casa Bianca, suggerisce che l'effetto negativo dell’automazione sarà più grande sui posti di lavoro con basso salario, e che vi è il rischio che l'automazione AI-driven aumenterà ancor di più il divario salariale tra i lavoratori meno istruiti rispetto a quelli maggiormente istruiti, aumentando potenzialmente la disuguaglianza economica.

Siamo nel bel mezzo della Quarta Rivoluzione Industriale, una trasformazione della struttura produttiva e del tessuto socio-economico pari a quanto accaduto con l’invenzione dell’elettricità.

I lavoratori del futuro dovranno avere competenze trasversali per competere in questa nuova economia, pensate di essere pronti?