Orecchie e naso da cagnolini, baffi da gatto o capelli colorati.

Ad oggi, più di un miliardo di persone ha interagito con la piattaforma di realtà aumentata Spark AR Studio di Facebook. Questo potrebbe significare che quasi tutti noi abbiamo avuto almeno una volta nella nostra vita una faccia da gatto o le sembianze di qualche supereroe o cartone animato.

Divertente, vero?

Non sai cos’è Spark AR Studio? Te lo spiego velocemente. Se, invece, lo sai puoi passare al paragrafo successivo!

È un software che permette di lavorare in un ambiente di editing davvero friendly, senza le complicazioni di tools professionali. Già, perché tutti gli effetti più semplici si possono realizzare anche senza sapere nulla di programmazione, utilizzando soltanto gli strumenti messi a disposizione. Decisamente interattivo e divertente!

Basta caricare un’immagine, ancorarla al proprio volto e scegliere le animazioni che più ci piacciono (i famosi baffi da gatto, ad esempio!). Tutto il resto lo farà lui.

Centinaia di milioni di persone utilizzano questi effetti mensilmente su Facebook, Messenger e Instagram. E tutte queste esperienze hanno una cosa in comune: sono costruite con Spark AR Studio.

Barba e baffi finti sono solo una piccola parte di quello che l’AR ci permette di fare: porta nuova profondità alla percezione, ci consente di creare contenuti che includono nuovi livelli di contesto, significato ed emozione. Offre esperienze che confondono le linee tra la testa e il cuore. Costruisce ponti tra il qui-e-ora. Ci aiuta a vedere il mondo in profondità.

Ciò che ognuno di noi sceglie di esprimere può assumere forme diverse, ma il desiderio di condividere e mostrare come percepiamo noi stessi e il mondo che ci circonda è forte – e la realtà aumentata non fa che arricchire questa esperienza di condivisione.

DA GRANDI POTERI DERIVANO GRANDI RESPONSABILITÀ.

Filosofia  a parte, cos’è la realtà aumentata? È la superpotenza che porterà le aziende a diventare da Peter Parker, Spiderman!

Come riporta The Drum, l’AR può catturare l’attenzione delle persone per oltre 85 secondi, aumentare i tassi di interazione del 20% e migliorare i tassi di click out per l’acquisto del 33%. Dati da tenere ben presenti quando si vogliono offrire nuovi modi di scoprire prodotti, provarli o vederli inseriti in un determinato contesto prima di terminare una transazione. Ed è qui che entra in gioco la Realtà Aumentata. Attraverso strategie di marketing che incorporano l’AR i brand tentano di arricchire le esperienze di advertising, mirando ad aumentare il tempo speso dai consumatori su un determinato prodotto e personalizzando l’esperienza secondo le loro necessità.

Avere questo superpotere comporta il saper mettere al primo posto l’audience, significa conoscere le esigenze degli utenti e significa fornire loro qualcosa di rilevante. Non puoi costruire un’esperienza significativa in AR senza una conoscenza intima dei tuoi utenti.

ALCUNI SUPEREROI.

Un ottimo esempio è il caso di Sephora: poiché i prodotti di make-up presentano difficoltà nella vendita online per via dell’impossibilità di un trial, l’azienda francese ha cercato (e trovato) nell’AR la soluzione al problema. Sephora Virtual Artist è uno strumento che ha dato al consumatore la possibilità di provare nuances di rossetti, ombretti, ciglia finte e altri prodotti di bellezza, incrementando gli acquisti via web.

Ma Sephora non è l’unica azienda a utilizzare un simile sistema, già marchi come Zara, Ikea, BMW o Lego hanno avuto esperienze di questo genere. 

Dato che sempre più aziende incorporano l’AR nelle loro strategie di marketing e che la tecnologia AR diventa ormai onnipresente, sarà necessario a breve giro produrre campagne più mirate per impressionare il pubblico. Il rischio è che l’AR diventi mainstream e la sua prevalenza nel settore renderà più difficile la competizione nell’advertising.  

Alcuni brand stanno sperimentando già da un po’ di tempo l’inserimento nel loro business di tecnologie per migliorare ulteriormente la Customer Experience e ottimizzare i tempi della loro Consumer Journey. 

AR + FB MESSENGER

Il potere che, insieme all’AR, rende i brand delle vere forze della natura è il Chatbot. Esso, poggiato sulla piattaforma di Facebook Messenger, permette al cliente di conoscere nuovi prodotti ed essere guidato nel loro acquisto. Il connubio dei due tools, il cui utilizzo sta schizzando alle stelle, messo al servizio di quelle aziende  che lo faranno loro, le porterà ad avere un vantaggio competitivo davvero rilevante.

Inoltre grazie alla possibilità di effettuare pagamenti direttamente all’interno dell’App (a oggi anche con LIBRA, la nuova criptovaluta di FB), tutto il Consumer Journey, che parte dall’ingaggio del cliente e termina con l’acquisto del prodotto, può essere effettuato all’interno di messenger tramite il chatbot.

Il Conversational Commerce può quindi fornire numerosi vantaggi ai Brand: permettendo di proporre offerte estremamente personalizzate grazie alla raccolta e all’analisi di numerosi dati, fornendo consigli direttamente ai propri clienti 24/7 e presidiando il processo di acquisto. Tutto su un unico canale.

Ma di questo abbiamo già parlato, la vera onda che ogni brand deve saper cavalcare è l’integrazione con i sistemi di AR proprio all’interno di Facebook Messenger.

Quali potenzialità (o poteri) acquisterebbe? 

Certamente avere una visione in AR e una transazione di acquisto one-touch, senza dover abbandonare l’app di messaggistica, rende l’interazione assolutamente semplice e ad hoc per i consumatori, cambiando per sempre il panorama per entrambe le parti. Il maggior vantaggio di queste esperienze AR è che offrono il senso delle proporzioni dei prodotti e permettono di vederli da vicino rispondendo a domande che, attraverso il semplice acquisto online, resterebbero irrisolte:

“Questo divano starebbe bene nell’angolo del mio salotto?”

“Quale colore di rossetto mi sta meglio?” 

Creando un ponte tra realtà e possibilità, questo sistema riesce a proiettare una versione virtuale del prodotto in casa propria o direttamente sul proprio corpo tramite la fotocamera dello smartphone, aiutando e supportando il consumatore nella scelta.

Gartner, leader mondiale nella consulenza strategica, riporta che 100 milioni di consumatori effettueranno acquisti in realtà aumentata online entro il 2020.

Si trasformerà non solo il customer engagement ma anche l’intero ciclo di product management dei brand. Del resto, avere un’interazione nella quale al cliente vengono forniti consigli semplici e diretti, e che supporti il consumatore in fase di decisione e di acquisto sono esattamente le stesse cose che una persona si aspetterebbe da un contatto con un essere umano nel negozio fisico, con l’unica differenza che si possono prendere tali decisioni a distanza e in qualsiasi orario.

CONCLUSIONI

Grazie a tale innovazione, quindi, brand piccoli e grandi potranno sfruttare gli effetti della fotocamera di Messenger per integrare soluzioni di realtà aumentata nelle loro conversazioni con i clienti, avvicinando il mondo virtuale a quello fisico. Nel momento in cui l’utente interagirà con un brand in Messenger, questo potrà chiedere di aprire la fotocamera che sarà immediatamente arricchita con specifici filtri ed effetti basati sulla realtà aumentata, per un’esperienza davvero unica e personalizzata!

Perché non fare un passo in più quindi? Perchè non creare contenuti potenziati da AR, che permetteranno di dare il cinque ad un irresistibile CTA (e probabilmente aumentare le vendite)? Non è male avere dei superpoteri, no?

Se vuoi sapere di più su come sfruttare tutte le potenzialità di Messenger con la AR nella strategia di marketing del tuo brand, contattaci qui.

Author: Francesca Ianniello