Siate veloci o sarete dimenticati.

Quando Apple ha lanciato l’iPhone nel 2007, ha cambiato il nostro modo di comunicare per sempre, creando il mercato delle app. I telefoni sono diventati improvvisamente “intelligenti”. I brand che hanno colto l’opportunità e migliorato rapidamente i loro servizi con siti web ed applicazioni, hanno avuto un enorme vantaggio rispetto ai concorrenti, i cui servizi erano usufruibili solo da desktop.

Il 2019 è, per gli smart speaker, quel momento.

Anche se Apple ha introdotto Siri nel 2011 e Amazon ha lanciato Amazon Echo nel 2014, è solo ora che la tecnologia di elaborazione del linguaggio naturale ha raggiunto uno sviluppo tale da rendere gli assistenti vocali un prodotto immancabile in ogni casa.

Gli smart speaker sono la tecnologia di consumo in più rapida crescita, persino più degli e smartwatch. Google, Amazon, Apple e Facebook hanno tutti rilasciato i propri prodotti per il mercato. Nel 2019, il mercato dovrebbe vendere 56 milioni di unità solo negli Stati Uniti.

Per i brand, tutto ciò dà vita ad un nuovo canale per interagire con i clienti in nuovi contesti. Gli smart speaker si stanno integrando nella vita delle persone a tal punto che l’uso degli smartphone è in diminuzione: si pensi che due dei tre possessori di device vocali ora utilizzano meno i loro smartphone.

Ma in che modo i brand possono beneficiare degli smart speaker e della ricerca vocale?

L’idea di migrare i vecchi servizi su un nuovo mezzo di comunicazione raramente funziona. Per questo motivo abbiamo stilato una lista di 5+1 domande che ogni brand dovrebbe porsi ad oggi.

1.La mia strategia SEO è pronta per la ricerca vocale?

Entro il 2020 la metà delle ricerche sarà effettuata utilizzando la voce. La differenza più significativa tra la ricerca ‘tradizionale’ e la ricerca vocale è l’output: invece dell’elenco di risultati che siamo abituati a leggere sullo schermo del nostro smartphone, gli assistenti vocali restituiscono una sola risposta. Cosa vuol dire per i brand? Scegliere di costruire la risposta migliore alle domande degli utenti o, in caso contrario, scomparire.

Dato che le persone parlano in modo diverso da come scrivono, l’obiettivo ora è fornire risposte complete alle domande degli utenti. Le FAQ e le guide possono essere particolarmente utili per le ricerche vocali, che assomigliano a conversazioni vere e proprie. In media, gli assistenti vocali rispondono alle domande con risposte di 29 parole. La creazione di contenuti online chiari, concisi e descrittivi di questa lunghezza, permetterà all’assistente vocale di ‘leggere’ questo contenuto più facilmente.

2.In che modo il mio brand aiutare le persone nella loro routine quotidiana?

Le nuove tecnologie non solo influiscono sui dispositivi che usiamo, ma anche ciò che facciamo con detti dispositivi. Secondo un sondaggio di Google, il 72% dei possessori di smart speaker dice di usarli come parte integrante della propria routine quotidiana.

Conosci la routine dei tuoi clienti? Quando sono a casa? In che modo puoi aiutarli a risparmiare tempo? Gli utenti sono soliti chiedere ai loro smart speaker tutorial, ingredienti e ricette mentre cucinano, trattano i loro assistenti vocali come persone reali, anche dicendo “per favore” e “grazie” nelle loro richieste. Ora, immagina di parlare direttamente con i clienti del tuo brand. Cosa diresti?

3.Come posso rendere migliori miei prodotti con gli smart speaker?

Questi ultimi determineranno di sicuro la creazione di nuovi prodotti e servizi che oggi non possiamo nemmeno immaginare. Ma oltre ai nuovi prodotti, gli smart speaker hanno il potenziale per valorizzare i prodotti già esistenti.

Ad esempio, Disney sta collaborando con Google per creare effetti sonori e accompagnamento musicale da abbinare ai libri di fiabe Disney, offrendo un’esperienza più coinvolgente durante il rituale della lettura a letto.

Un altro modo interessante per fornire valore ai propri clienti è risolvere i loro problemi in modo innovativo.

Pensate all’app vocale di National Geographic “Bravo Tango”. Nell’autunno 2017, National Geographic ha trasmesso una miniserie sui soldati americani di ritorno dalla guerra in Iraq, molti dei quali soffrono di disturbi post-traumatici da stress. Per aiutare i veri veterani ad abituarsi nuovamente alla vita di sempre  (e generare interesse per la serie), il network ha creato un’applicazione vocale per “allenare” la mente. Bravo Tango (un’abbreviazione di ispirazione militare per ‘brain training’) suggerisce esercizi volti ad aiutare i veterani ad affrontare problematiche come l’insonnia, l’ansia e la solitudine.

4.In che modo il mio brand può sfruttare gli smart speaker come elementi di domotica?

Gli smart speaker sono strumenti in grado di connettere gli utenti all’intero ecosistema domestico.

Si pensi al caso di Philips, che ha creato la sua Skill Alexa “Hue”, che consente all’utente di controllare le luci nelle varie stanze della casa ed è in grado di impostare l’illuminazione in base a particolari stati d’animo.

“Alexa, accendi la luce in cucina”.

È facile immaginare una partnership tra un’azienda televisiva e un device intelligente per creare l’atmosfera giusta prima di una serata cinema. Inoltre, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale degli assistenti intelligenti: con il passare del tempo impara registrano le informazioni sulle preferenze degli utenti. Di conseguenza, il tuo brand deve avere la stessa mentalità preventiva.

5.Come “suona” il mio brand?

Quasi un quarto degli utenti di smart speaker non riesce a ricordare la compagnia che utilizza per ricevere le notizie. Come puoi assicurarti che il tone of voice del tuo brand sia riconoscibile? Assicurati che il tone of voice del tuo brand si distingua, sviluppando un’experience vocale in linea con il modo in cui già comunica.

Prendi come esempio l’applicazione vocale del Domino. Risponde con commenti sfrontati, proprio come il suo bot ‘Dom’.

I brand con jingle TV e radio memorabili hanno un vantaggio in questo caso. Ma anche quelli che non ce l’hanno stanno facendo esperimenti di sonic branding.

Ad esempio, Visa ha di recente sviluppato un suono per accompagnare i pagamenti con la sua carta. Anche l’emittente della carta di debito ANNA Money ha fatto un passo avanti, facendo sì che la loro carta di debito emetta il suono “meow” ad ogni pagamento.

5+1.Se non ho ancora una strategia Voice, cosa devo fare?

La voce è la user interface dell’immediato futuro. Una tendenza, anzi, una realtà che i brand non possono ignorare. Sempre pronti ad ascoltare le nostre richieste, anticipare le nostre esigenze e intervenire, quando necessario, a garantire la nostra sicurezza, gli smart speaker rappresentano l’opportunità per i brand di dialogare con i propri utenti all’interno delle loro case attraverso experiences personalizzate e di valore.

La risposta alla nostra ultima domanda? Si tratta di un’occasione che i brand non devono lasciarsi sfuggire, per questo motivo, se non hai ancora una strategia Voice, contattaci qui.